autore: Valerio Caddeu

Lara, la birra è affare di famiglia

Birra artigianale Lara

Alla fine degli anni 90 del secolo scorso una giovane coppia sognava di produrre birra agricola in Sardegna.

Erano gli anni in cui il concetto stesso di birra artigianale era appannaggio di pochi cultori, magari a seguito di viaggi all’estero. I pub servivano birre straniere distribuite dalle multinazionali, le IPA erano ancora sconosciute a chi non era stato in Inghilterra, la Tennent’s era considerata una prelibatezza (e non la birra degli ubriaconi londinesi). La lungimiranza era tanta, gli ostacoli pratici, burocratici e finanziari sembravano insormontabili.

Già da subito l’idea era quella di unire la birra alla terra, ovvero cercare di produrre le materie prime in loco, sull’Isola. Dopo anni di studio e tentativi, alla fine del primo decennio degli anni duemila inizia la distribuzione delle birre Lara. Il tocco è da subito molto personale, le etichette accattivanti e colorate, lo stile elegante. La linea è varia, si nota da subito l’amore per gli stili nord europei, l’uso del frumento nelle ricette, una facilità alla beva che è sempre sinonimo di prodotti ben riusciti.

Francesca Lara e Gianni Piroddi, dal loro quartier generale di Tertenia, portano le loro eleganti bottiglie in giro per le botteghe alimentari di tutta la Sardegna, nelle fiere e nelle feste a tema brassicolo, ritagliandosi una nicchia di estimatori sempre crescente. Forse il loro prodotto più conosciuto è la birra Del Senatore, una weissbier con il grano Senatore Cappelli, un grano duro risalente agli anni 20 del novecento ancora molto coltivato da queste parti. Ma si fanno apprezzare anche per la linea delle “sorelle”, declinazione del tema femminile in sei stili di birra diversi, dalla dorata e agrumata alla scura e affumicata.

Il successo è tale che la sala cotte non è più sufficiente, occorre ampliare e aumentare la produzione. Per fortuna Gianni è un abile impiantista e riesce ad ottimizzare lo spazio del laboratorio. Arrivano le commesse per la GDO, e anche una richiesta di prodotto conto terzi da un gigante come Silvio Carta. Sembra ormai giunta l’ora di fare il salto di qualità, è tempo di progettare uno spazio produttivo che sia comodo, versatile e che consenta di fare accoglienza accostando la birra ai prodotti agroalimentari dell’Ogliastra.

Il progetto è ambizioso, manco a dirlo, e gli ostacoli sono gli stessi di dieci anni prima. Il colpo più pesante l’ha affondato la pandemia del 2020, crocevia per molte imprese anche nel mondo brassicolo artigianale. Ma l’appuntamento col futuro è stato solo rimandato: adesso il Birrificio Lara è un edificio elegante alle porte di Tertenia, affacciato su una vallata dai colori mozzafiato, davanti alla cortina montuosa che separa il paese dalle sue bellissime spiagge. Gianni sta ultimando il trasloco della parte produttiva, che ora potrà esprimersi al massimo delle sue potenzialità, mentre Francesca dirige il lavoro della famiglia nel brewpub al primo piano, sopra il laboratorio, dotato di una terrazza enorme. I figli della coppia sono coinvolti nelle operazioni, chi a fare le pizze (con farine per la maggior parte provenienti da grani coltivati in Sardegna), chi a dare una mano in cucina e in sala.

L’entusiasmo di Francesca e Gianni, condiviso dai due figli, è davvero contagioso. La forza di queste persone e il loro amore per l’Ogliastra e la Sardegna tutta si riflette nel loro lavoro.

Quella giovane coppia è diventata una famiglia, ma non ha mai smesso di credere ai sogni.

Valerio Caddeu